L’economia brasiliana inizia ad arrancare

L’economia brasiliana arranca e chiude il 2011 con una modesta crescita del 2,7%, valore che ridimensiona e di molto il +7.5% del 2010.

Il terzo paese del Bric per dimensioni di Pil (dopo Cina e India) rimane comunque superiore del 1.6% rispetto alla crescita delle economie avanzate, ma nettamente inferiore al +7.5% previsto dalla Cina nel 2012.

La minor crescita è da imputare all’incremento dei tassi deciso dalla banca centrale in estate per combattere l’inflazione, decisione poi rivista a fine anno con i tassi ufficiali rivisti di 2 punti percentuali al 10.5%.

L’inflazione rimane però al 4.3%, una delle più alte dei paesi del G20.

Vantando tassi reali ancora ampiamente positivi la banca centrale può operare nuovamente al ribasso sui tassi con il rischio però di alimentare inflazione che sarebbe ulteriormente rinfocolata dalla prevedibile debolezza del Real.

E proprio la moneta troppo forte sembra alla base di questa perdita di competitività della produzione brasiliana (la produzione industriale a dicembre è scesa del 1.4% – vedi grafico) e questo spiega la debolezza del Real nell’ultima settimana rispetto al Dollaro (-5%) con spread sul debito americano però in miglioramento a circa 200 punti base.

Dino Martini

Articolo scritto da Dino Martini il 09/03/2012
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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