Un anno dopo il Giappone si è ripreso dal terremoto

Una carrellata di ordini provenienti venerdì dal Giappone ci permette di fare alcune considerazioni sull’economia nipponica.

L’inflazione di marzo è risultata pari al 0.5%, la metà del target fissato dalla Bank of Japan, ma soprattutto un valore che, depurato dalle componenti volatili energia-alimentari, diventa deflazione pari a -0.5%.

La produzione industriale su base annua è salita del 13.9% (l’anno scorso a marzo ci fu il terremoto) e le vendite al dettaglio del 10.3%. Insomma dopo 12 mesi sembra che il paese si stia riprendendo e difatti il Nikkei è una delle migliori borse mondiali da inizio anno. La stessa disoccupazione è in costante calo dal 2009 quando quotava 5.5%, mentre ora siamo al 4.5% (vedi  grafico).

Ovviamente non bisogna dimenticare che il Giappone vanta il rapporto debito/pil più alto del mondo (oltre 200%) per loro fortuna al 90% detenuto da cittadini giapponesi, elemento questo che impedisce una rialzo dei tassi. Nonostante la forza dello Yen dell’ultimo anno penalizzi e non poco le società esportatrici come Sony, Nintendo, Panasonic, ecc… tutte in perdita, al momento l’economia del sol levante tiene, forse merito anche dell’accordo di  dicembre 2011 con la Cina, accordo che potrebbe aver sancito il passaggio di testimone dallo Yen allo Yuan, per quello che riguarda la valuta di riferimento dell’area asiatica.

Dino Martini

Articolo scritto da Dino Martini il 01/05/2012
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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