Pignoramenti stipendi, ecco le novità con Equitalia

Rischio pignoramento? Forse no. Cambiano ancora le regole e soprattutto i limiti di Equitalia sui pignoramenti esattoriali di stipendi, remunerazioni varie e altre indennità.

Con un nuovo articolo ecco alcune modifiche che riguardano i contribuenti italiani in difficoltà con i pagamenti. Secondo le modifiche apportate, infatti, cambiano i limiti di pignoramento cominciando dalla notifica. Se finora Equitalia poteva citare il datore di lavoro in tribunale per pignorare i crediti che il debitore vanta nei confronti dei terzi e dichirare la presenza di un credito, adesso l’atto di pignoramento deve contenere l’ordine al terzo di pagare direttamente al concessionario.

Per quanto riguarda le somme pignorabili, soprattutto se sono dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennità, possono essere pignorate anche da un privato creditore con un titolo esecutivo. Le somme pignorabili però non potranno eccedere il 10% dello stipendio fino a 2500 euro e non saranno più un quinto. Si arriverà ad un settim per importi che superano i 2500 ma non i 5000 euro.

Solo in questo ultimo caso, infatti, il pignoramento riguarderà il quinto dello stipendio.

Per quanto riguarda l’esproprio immobiliare, invece, si arriverà a questo punto solo se l’importo del credito supera complessivamente i 20 mila euro e quindi non si potrà iscrivere ad ipoteca in caso di importi minori.

 

Piera Scalise

Articolo scritto da Piera Scalise il 29/04/2012
Categoria/e: Primo piano, Soldi e Risparmio.



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