Un occhio attento alla Polonia

Il dato sul Pil del primo trimestre in Europa vede poche eccellenze in grado di superare la Germania, ma certamente una di queste è la Polonia, una paese cresciuto del 3.5% in un anno (vedi grafico)  e dello 0.8% nel primo trimestre 2012.

Il paese può ancora permettersi di mantenere i tassi ufficiali al 4.75% per controllare un’inflazione comunque contenuta al 2.7%, ma soprattutto potrà agire ancora nei momenti di difficoltà, non solo sulla leva dei tassi, ma anche sulla leva valutaria, elemento in questo momento chiave che paesi come Italia, Grecia e Spagna non possono sfruttare.

La disoccupazione ad aprile è addirittura calata al 12.9% dal precedente 13.3%, anche se le vendite al dettaglio hanno iniziato a registrare un calo del 2.4% ad aprile, pur rimanendo un incremento annuo del 5.5%.

Riteniamo assolutamente interessante la Polonia, come la Turchia, come investimento obbligazionario pur essendo consapevoli che la leva valutaria continuerà ad essere utilizzata nei momenti di difficoltà. Il recente rialzo di EurPln in prossimità di 4.50 può quindi essere sfruttato per diversificare il portafoglio al di fuori della zona Euro su un economia che avanza al passo di quella svedese.

Dino Martini

Articolo scritto da Dino Martini il 11/06/2012
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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