La Cina non sorride

Il dato sull’indice Pmi cinese ha fornito un dato poco incoraggiante sullo stato dell’economia di Pechino.

Il dato ufficiale si è mantenuto poco sopra i 50 punti, ma quello forse più attendibile di HSBC è sotto questa soglia indicando come l’espansione economica è in vistoso rallentamento.

Una delle cause che maggiormente hanno colpito la “fabbrica del mondo” è legata alle esportazioni sud coreane, grandi clienti dei produttori cinesi, ma scese del 8.8% in luglio, la peggior performance da settembre 2009. La Banca Centrale Cinese ha già ridotto i tassi l’8 giugno, ma di questo passo dovrà rimettere mano alla politica monetaria se non vuol far scendere il Pil sotto la soglia di crescita del 7.5%.

Ovviamente il timore per Wen Jiabao è l’inflazione, soprattutto alimentare e che potrebbe risentire nei prossimi mesi del balzo eccezionale delle commodity agricole. E’ chiaro però che il focolaio principale è quello europeo, il principale mercato di sbocco per il made in China e se oltre all’austerity imposta dai governi aggiungiamo uno Yuan più caro del 15% nell’ultimo anno rispetto all’Euro, si può capire quanto difficile risulti la situazione attuale per gli esportatori cinesi.

Dino Martini

Articolo scritto da Dino Martini il 03/08/2012
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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