Il disastro italico

L’Italia vede il suo Pil contrarsi per il quarto trimestre consecutivo con un -0.7% che porta la performance annua a -2.5%.

La recessione è profonda e molto timidi appaiono anche i segnali di ripresa dopo che la produzione industriale di giugno è scesa del 1.4% rispetto a maggio (8.2% anno su anno) e del 1.8% nel secondo trimestre.

Proprio osservando la produzione industriale non si scorge un settore capace di reagire alla crisi. Se ad un anno il miglior settore è quello del food (-0.9%), a 1 mese solo il settore dell’elettricità e gas fa registrare performance superiori al 1%, mentre settori di punta come i macchinari e la farmaceutica registrano cali rispettivamente del 2.3% e del 1.5%.

Dagli stessi indici anticipatori non si vedono indicazioni diverse dai dati reali, con i Pmi manifattura e servizi di luglio scesi rispettivamente a 44.3 e 43 punti.

Certamente anche uno sblocco della questione europea non potrà far ripartire un’economia che si sta impoverendo sempre più perdendo quote di mercato a favore dei concorrenti di oltr’Alpe. L’unico appiglio a cui possiamo in questo momento guardare è la reazione del mercato azionario italiano; un Ftse Mib sopra 15 mila punti potrebbe anticipare un’autunno meno caldo di quello che ci si aspetta.

Dino Martini

Articolo scritto da Dino Martini il 13/08/2012
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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