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Usa, il tempo sta per scadere e Pechino scalpita

A quanto pare la situazione Usa è sotto la lente da parte di Pechino, l’unica potenza mondiale che può tenere testa a chi per anni ha avuto la supremazia sugli altri e ha sempre chiesto il resoconto su tutti e tutto.

Questa volta a battere cassa è Pechino preoccupata per lo stallo politico ed economico a stelle e strisce. I politici americani sono fermi sulla legge di bilancio e sull’aumento del tetto del debito mentre il tempo va via veloce.

Mancano ormai una decina di giorni prima del ko definitivo che potrebbe spingere Washington verso il default e questo mette in allerta la Cina che in cassa detiene buoni del Tesoro Usa in quantità maggiore rispetto a tutti gli altri Paesi.

Apple e Google spodestano Coca Cola, tecnologico

Sono passati anni dal boom tecnologico quello che ha fatto guadagnare molto ai trader che hanno saputo acquistare e vendere al momento giusto prima che la bolla scoppiasse e mandasse ko alcune delle aziende quotate in Italia come negli Usa.

Mai era successo però che titoli o meglio colossi della old economy lasciassero il posto a titoli legati al settore informatico/tecnologico.

Secondo la classifica di Interbrand, Coca Cola non è più al primo posto e nemmeno al secondo ma solo terza e topical hgh deve accontentarsi del bronzo mentre argento e oro vanno in direzione opposta, verso Apple e Google. Insieme a questi ultimi, nei primi cinque posti troviamo anche Ibm, Microsoft.

Dow Jones, chiusura record per Wall Street

L’economia americana sembra essere ripartita e mentre i dati marco economici sono sempre più consolanti, anche i mercati finanziari e la Borsa stanno dando grandi soddisfazioni ai trader e agli investitori.

Proprio ieri la borsa di New York ha messo a segno un altro risultato positivo che ha portato il Dow Jones a nuovi massimi. In particolare, lo storico paniere della Borsa Americana ha segnato un nuovo record mentre i livelli senza precedenti dell’S&P 500 sono stati toccati nell’intraday.

Gli acquisti sulle materie prime hanno spinto i listini  insieme al tecnologico e all’energia. Un calo, invece, per utility, beni discrezionali e prima necessita’.

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