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Crisi economica, il Giappone continua a frenare

La crisi economica colpisce anche il Giappone e questo non è davvero un buon segno, soprattutto arrivati a questo punto in cui la corda diventa sempre più tesa e un crac sembra quasi inevitabile.
L’economia giapponese perde vigore e anche i dati relativi al secondo trimestre non fanno ben sperare visto che si sono rivelati inferiori alle previsioni. Anzichè un + 0,6% il progresso congiunturale è stato dello 0,3% dopo il +1,2% t/t fatto segnare nel primo trimestre dell’anno in corso.
Su base annuale, invece, l’economia Giapponese ha registrato un +1,4% molto al di sotto delle aspettative, ovvero il +2,5% atteso dagli analisti. Un vero e proprio tonfo, poi, se paragonato ai cinque punti e mezzo del trimestre scorso.

Il risultato è stato molto negativo soprattutto a causa della frenata dei consumi più bassi del livello post terremoto-tsunami del marzo 2011. I consumi registrati in questi ultimi tre mesi sono stati dello 0,1% mentre nel primo trimestre erano dell’1,2%. A questo si somma il calo delle vendite export a causa della crisi internazionale.

Crisi Economica, il pil giapponese fà un balzo in avanti

Siamo ormai fuori dal tunnel? Così potrebbe sembrare. Mentre la Grecia continua a preoccupare e una sua “cacciata” dall’euro potrebbe far crollare anche Italia e Spagna, ecco finalmente una buona notizia che arriva dal Giappone.

Finalmente un rimbalzo per l’economia in questo primo trimestre. Secondo i dati resi noti poco fa, il Pil del Paese del Sol Levante ha segnato un balzo di un punto percentuale rispetto ai precedenti tre mesi. Il risultato è stato anche migliore delle attese visto che gli analisti si aspettavano una crescita dello 0,9%. 

Il balzo in avanti è dovuto soprattutto alla ricostruzione nelle zone colpite dallo tsunami e anche alla ripresa dei consumi e dell’export che hanno permesso al Pil su base annua di registrare un balzo a oltre 4 punti percentuali. L’economia giapponese aveva chiuso il 2011 con un calo dello 0,2%.

Il baratro giapponese

La carrellata di dati arrivati dal Giappone il 28 dicembre fa venire i brividi quanto a scenari futuri. Nello stesso giorno il mercato si è reso conto che a novembre i consumi sono crollati del 2,1% su base mensile (2,3% su base annuale), la produzione industriale è andata giù del 2,6% m/m (4% anno) e la deflazione è tornata a mordere con un CPI di -0.5% annuo (-0.2% precedente). Unica nota positiva la stabilità della disoccupazione al 4.5%.  Il Giappone è attanagliato da un crisi secolare che vede nella deflazione il suo male peggiore se pensiamo che il tasso medio di crescita dei prezzi al consumo giapponesi  è stato dello 0.1% (vedi grafico). Al momento il debito giapponese (oltre il 200% del Pil) si salva grazie al fatto che appartiene esclusivamente al popolo nipponico, ma la capacità di finanziarlo è in progressivo deterioramento  con un tasso di risparmio passato dal 18% degli anni 80 all’attuale 5% con un trend destinato, con questi chiari di luna, a piegare ancora di più verso il basso.

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