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Petrolio, accordo milionario sull’asse Londra-Mosca

Siamo alla soglia di un annuncio storico sull’asse Mosca-Londra che riguarda proprio il famoso oro nero.

Sembra, infatti, che Rosneft e BP si stiano preparando ad annunciare un accordo da oltre 25 miliardi di dollari. Grazie all’accordo il gruppo petrolifero britannico potrebbe arrivare a conquistare il 16-20% delle quote nella società energetica russa a controllo pubblico.

Non c’è stata ancora alcuna conferma dell’operazione ma fatto sta che alcune fonti vicine hanno fatto avere notizie a riguardo.

Secondo le indiscrezioni, l’accordo deve essere ancora finalizzato ma potrebbe essere ufficializzato già nelle prossime ore. Grazie all’accordo il 50% di BP in TNK-BP, terzo gruppo petrolifero russo, finirà nelle mani di Rosneft in cambio di contanti e azioni.

Oro ai massimi storici, il metallo è nuovamente un bene rifugio

comprare oro onlineSe pensate che investire nel mattone non conviene più tra tasse, nuova Ici e altro, sappiate che l’oro è tornato ad essere davvero un bene rifugio.

Chi ha investito nel metallo giallo qualche anno fa adesso ha una miniera in mano e anche tutti coloro che hanno i cassetti pieni di vecchi bracciali, anelli o catenine possono cominciare a sorridere.

Grazie al mitico cambio euro/dollaro, agli investimenti di grandi investitori internazionali e la liquidità della FED, il valore del lingotto è ai suoi massimi storici in euro, lunedì scorso servivano 44 euro circa per grammo puro.

Alla base di tutto anche la decisione di Ben Bernanke, governatore della banca centrale americana, e del suo annuncio di un nuovo, il terzo dal 2008, allentamento quantitativo, con un acquisto programmato di 40 miliardi dollari al mese di bond legati ai mutui.

Prezzo petrolio in aumento, rischio per i consumatori?

E’ ormai una verità storica il fatto che l’aumento del costo del petrolio ha delle ricadute sul prezzo finale per il consumatore mentre il ribasso del costo no. Se questo è vero potrebbe verificarsi un nuovo aumento del costo della benzina, che ha già passato i due euro a litro.

La paura arriva da oltreoceano dove i rischi di un default Usa mette in movimento anche i prezzi del petrolio che tornano a salire in queste ultime ore a causa dell’indebolimento del dollaro dopo l’arrivo dei dati molto negativi sul manufatturiero.

In particolare il prezzo dell’oro nero è in aumento sul mercato “after hour” con il greggio con consegna ad ottobre in salita di quasi un punto percentuale (lo 0,8%) a  quota 97,25 dollari al barile. In aumento anche il brent quotato a 116,07 dollari  con un rialzo dello 0,3%.

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