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Petrolio, confermata stima 2011 e crescita per il 2012

Torniamo ad occuparci di petrolio e questa volta non per l’ ennesimo aumento del prezzo, che ha toccato nuovi massimi soprattutto al Sud, ma della domanda.

L’ Agenzia internazionale per l’ energia ha confermato le previsioni per il 2011 e ha parlato di un aumento per il 2012. La domanda di petrolio e’ destinata ad aumentare con un incremento in 1,5 milioni di barili al giorno mentre quest’ anno saranno “fermi” a 1,2 milioni di barili. L’ aumento sarà soprattutto dovuto alla richiesta sempre maggiore anche dei paesi emergenti mentre calerà dello 0,3% quella proveniente dai paesi sviluppati a causa della crisi finanziaria.

Analisi tecnica argento 30/06/11

argento 30-06-11L’analisi tecnica individua molto egevolmente sul grafico dell’argento un trend al ribasso per il mese di giugno e che riporta la quotazione del metallo prezioso indietro di oltre un mese, a quei livelli che si erano visti con il grande crollo di maggio.

L’area attorno a 33,50 può essere vista come un primo supporto di tipo statico che delimita il movimento verso la formazione di nuovi minimi. Se la tendenza di questo mese rimanesse in atto si potrebbe assistere dopo un breve recupero alla nuova discesa che potrebbe appunto rompere il livello prima citato. Sicuramente da monitorare sarà dunque la trendline ribassista che sottende questo movimento.
Oltre 33,50 si potrebbe guardare l’area 31,80/31,20 come primo possibile target di un ribasso. In avvicinamento in ogni caso vi è anche la media a 200 giorni che potrebbe esercitare la propria influenza come supporto.

Petrolio, prezzo torna a salire dopo rottura OPEC

Continuano le tensioni politiche ed economiche legate al petrolio.

Dopo le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, al margine della riunione dell’ Opec tenutasi a Vienna, Mohammad Ali-Abadi, ministro del Petrolio iraniano, ha riferito: ”Questi ultimi sei mesi sono stati un periodo di grande nervosismo per i mercati. Ma, nel complesso, i fondamentali sono rimasti solidi, il mercato resta sufficientemente fornito, con stock mondiali di greggio a un livello adeguato”.

L’ Iran si oppone a qualsiasi aumento della produzione giudicando così soddisfacente l’attuale livello dei prezzi mentre l’Organizzazione dei Paesi esportatori netti di petrolio, per un totale di 12 Stati che estraggono il 40% del greggio mondiale, stanno pensando ad un aumento delle quote di produzione che sono ferme a 24,84 milioni di barili al giorno dal gennaio 2009.

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