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Bond Enel, “scorte” già esaurite?

Solo chi non aveva soldi da investire non ha fatto un pensiero all’acquisto dei bond Enel destinati al retail, e come volevasi dimostrare l’operazione sembra che si concluderà prima del previsto proprio a causa dell’ “esaurimento delle scorte” e non sto parlando di energia.

I bond emessi lo scorso 6 febbraio sono andati a ruba e presto la società potrebbe prendere la decisione di chiudere l’operazione molto in anticipo, rispetto alla data del 24 Febbraio, oppure mettere sul mercato altre obbligazioni e rimpolpare le sue casse.

Eni, lanciata emissione a tasso fisso da 1 miliardo di euro

Il cane a sei zampe mette a segno un altro importante punto.

Eni ha lanciato, ieri, una nuova emissione obbligazionaria a tasso fisso per il valore nominale di 1 miliardo di euro. L’obbligazione è stata collocata sul mercato degli Eurobond e avrà una durata di 8 anni. Gli investitori potranno avere una cedola annua del 4,25% e avranno un prezzo di re-offer di 99,502%.  Tutti coloro che vogliono seguire l’andamento delle obbligazioni possono farlo seguendo la Borsa di Lussemburgo dove saranno quotate.

Ottimo successo negli investitori esteri ed istituzionali che hanno comprato a grandi mani le obbligazioni, anche se il mercato resta ancora altamente volatile, ma la reputazione della società ha fatto il resto. Francia, UK, Germania / Austria, Benelux e Italia sono coloro che, in larga maggioranza, hanno acquistato le obbligazioni.

Un trading range da sfruttare sul Bund tedesco

Uno dei trade al momento più agevoli è quello di andare long sul Bund in area 132.5 e short poco sopra 139, ovvero, se ragioniamo sui tassi, long al 2,30% di rendimento e short al 1,70%.

Questa strategia conferma finora la base che stanno incontrando i rendimenti tedeschi sui questi livelli minimi, un range che all’orizzonte potrebbe anche prefigurare un  testa e spalla di inversione con neck line posta a 132.50 e che farebbe la fortuna dei ribassisti.

Certamente le motivazioni fondamentali di fuga dal rischio e di timori per l’Euro rendono ancora il titolo di stato tedesco uno strumento di rifugio che potrebbe avere un’ulteriore spinto solo qualora la Germania mostrasse la seria volontà di uscire dall’Euro ed a quel punto sarebbe prevedibile un Bund simil svizzero con rendimenti che scenderebbero sotto l’1,50% sul decennale. (grafico fonte Bloomberg)

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