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Industria, il fatturato scende ancora secondo i dati Istat

Ancora brutte notizie per la nostra economica visto che, secondo gli ultimi dati istat di marzo, il fatturato dell’industria ha segnato un nuovo calo.

In particolare, i dati Istat hanno evidenziato un calo che a marzo, al netto della stagionalità, è stato dello 0,7% sul mercato interno e di 1,4% rispetto ai tre mesi precedenti nella media del primo trimestre.

Sale, invece, dell’1,3% il fatturato su quello estero. Il fatturato totale segna una diminuzione in termini tendenziali, corretto per gli effetti di calendario, del 3,1%, con un calo del 6,8% sul mercato interno e un aumento del 4,8% su quello estero. Nel comunicato dell’Istituto si legge che “gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l’energia (+7,1%) e per i beni intermedi (+1,0%). Diminuiscono quelli dei beni strumentali (-4,4%) e dei beni di consumo (-0,3%).

Anche la Francia in stallo economico

Anche la Francia si accoda alla crescita zero (quando va bene ) con un Pil del primo trimestre invariato ed una crescita annua dello 0.3%.

Ovviamente Hollande cercherà di spingere su nuove misure di crescita, ma anche lui ha un difetto, le ricette proposte sono trite e ritrite e di natura keynesiana, ovvero crescita attraverso spesa pubblica in infrastrutture.

Il governo francese prevede un tasso di crescita 2012 dello 0.7% e del 1.75% nel 2013, previsioni che lasciano il tempo che trovano in quanto senza il governo della monetua unica e quindi una Bce che stampa, queste stime possono essere solo riviste al ribasso.

Enel, nuovo taglio di rating da parte di Moody’s

Ancora una brutta notizia per Enel e i suoi investitori. Ancora una volta è un’agenzia di rating dietro alla nuova batosta che ha colpito Enel.

Moody’s, infatti, ha declassato il rating sul debito di lungo termine di Enel da “A3″ a “Baa1″ e non solo. L’agenzia americana ha rivisto, al contempo, l’outlook della società da negativo a stabile ma ha confermato il giudizio di breve termine “Prime-2″. In una nota della società energetica italiana, si legge che la modifica è dovuta soprattutto al quadro macroeconomico dei mercati italiani e spagnoli e la conseguente diminuzione dei margini nel settore della generazione di energia elettrica.

Nella nota, si legge anche che il nuovo giudizio riflette anche quelle che sono state le modifiche al quadro regolatorio e fiscale avvenute sia in Italia che in Spagna.

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