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Anche la Francia in stallo economico

Anche la Francia si accoda alla crescita zero (quando va bene ) con un Pil del primo trimestre invariato ed una crescita annua dello 0.3%.

Ovviamente Hollande cercherà di spingere su nuove misure di crescita, ma anche lui ha un difetto, le ricette proposte sono trite e ritrite e di natura keynesiana, ovvero crescita attraverso spesa pubblica in infrastrutture.

Il governo francese prevede un tasso di crescita 2012 dello 0.7% e del 1.75% nel 2013, previsioni che lasciano il tempo che trovano in quanto senza il governo della monetua unica e quindi una Bce che stampa, queste stime possono essere solo riviste al ribasso.

Quanto ci metteranno gli italiani a capire che la Germania sguazza in questa situazione (vedi export…)

Distratti dalla crisi, gli italiani stanno continuando a richiedere misure di crescita ad un Governo che di ricette non ne ha e non ne avrà nemmeno in futuro se non cambierà l’atteggiamento della Germania, l’unico paese dell’Area Euro ancora in salute.

Se al fiscal compact non verrà affiancato un programma di EuroBond e di libertà d’azione della Bce, tutti i sacrifici saranno stati inutili, capaci solamente di spremere la ricchezza italiana e trasferirla nell’Europa del Nord dove le aziende si indebitano a costo zero, con cambio competitivo erodendo le nostre quote di mercato internazionali.

Uno dei tanti esempi è rappresentato dalle esportazioni. A l’export tedesco è cresciuto dello 0.9% rispetto a febbraio (vedi grafico), mese in cui l’incremento fu del 1.5%. Analogo l’andamento dell’import salito del 1.2%, a testimonianza di una domanda interna ancora tonica.

Gli americani e il credito al consumo

Il dato di lunedì sulla variazione del credito al consumo americano spaventa e non poco chi sta continuando a professare la necessità di operare un deleveraging del debito privato.

Il balzo di marzo, il più elevato degli ultimi 10 anni,  è secondo solamente a quelli del triennio 1998-2001, in piena bolla speculativa internet, apparendo poco giustificabile alla luce dell’attuale situazione di mercato, ma soprattutto delle esperienze recenti.

Il balzo di 21.4 miliardi di Dollari nel credito al consumo appare fortemente sostenuto dai prestiti agli studenti, che hanno superato la cifra record di 1 trilione di Dollari  coinvolgendo oltre 7 milioni di giovani,  e  dai prestiti per l’acquisto di automobili, con i dati recenti di Chrysler che confermano il buon momento per l’industria americana dell’auto.

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