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Eni-Enel, al via i lavori di produzione di gas in Siberia

Eni ed Enel insieme in Siberia per la produzione di gas. E’ la prima volta che i due colossi collaborano insieme per una nuova “missione” per la produzione di idrocarburi in Russia e soprattutto è la prima volta di Enel.

I due colossi sono al lavoro nel giacimento artico Samburskoye, a oltre 3.000 km da Mosca, nel distretto autonomo dello Yamal-Nenets, la più grande area di produzione di gas al mondo. Il campo è operato da Severenergia, un consorzio di cui Eni ed Enel detengono rispettivamente il 29,4% e il 19,6% (il 51% é in mani russe).

La prima produzione di gas sarà pari a 43 mila barili di olio al giorno (boepd), di cui 14 mila di spettanza Eni mentre per lavorare e produrre a pieno regime dovremo attendere il 2015 quando la capacità massima di 145.000 boepd sarà raggiunta.  

Bond Snam, dopo la scissione da Eni pronta l’emissione

La scissione con Eni spinge Snam a dare del suo meglio cominciando da grandi annunci come un aumento della cedola del 4,3% e un maxi piano di investimenti per un totale di 6,7 miliardi di euro in 4 anni. Ma gli annunci non riguardano solo questo. Secondo i ben informati, sembra proprio che l’azienda sia al lavoro sul lancio di un maxi bond che porterebbe la società ad entrare nel mercato dei capitali e a diventare, perchè no, uno dei principali operatori infrastrutturali integrati a livello europeo.

Carlo Malacarne, amministratore delegato della società ha annunciato il consuntivo 2011 evidenziando un utile netto consolidato di 790 milioni di euro su cui ha pesato la Robin Tax e ricavi per 3,60 miliardi di euro.

Eni, Antitrust apre istruttoria su possibile abuso di posizione dominante

Ancora noie per Eni e questa volta è dall’Antitrust che arrivano novità poco positive per il gruppo energetico. Tramite comunicato l’Antritrust ha reso noto di aver avviato un’istruttoria per verificare se Eni abbia violato le norme europee sulla concorrenza abusando della posizione dominante detenuta nei mercati del trasporto internazionale di gas in Italia (attraverso i gasdotti Tag e Transitgas).

La decisione è stata adottata alla luce di una segnalazione presentata da Gas Intensive, consorzio costituito da 8 associazioni di categoria, in cui si denuncia il fatto che a partire da aprile 2011, Eni, non abbia più organizzato aste per la cessione della capacità di trasporto da essa detenuta. Il tutto in occasione di alcuni aumenti dei prezzi e questo, secondo Gas Intensive, avrebbe impedito ai grandi consumatori industriali consorziati di rifornirsi di gas “estivo” sui mercati esteri a prezzi più convenienti.

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