Ancora una brutta notizia per Enel e i suoi investitori. Ancora una volta è un’agenzia di rating dietro alla nuova batosta che ha colpito Enel.
Moody’s, infatti, ha declassato il rating sul debito di lungo termine di Enel da “A3″ a “Baa1″ e non solo. L’agenzia americana ha rivisto, al contempo, l’outlook della società da negativo a stabile ma ha confermato il giudizio di breve termine “Prime-2″. In una nota della società energetica italiana, si legge che la modifica è dovuta soprattutto al quadro macroeconomico dei mercati italiani e spagnoli e la conseguente diminuzione dei margini nel settore della generazione di energia elettrica.
Nella nota, si legge anche che il nuovo giudizio riflette anche quelle che sono state le modifiche al quadro regolatorio e fiscale avvenute sia in Italia che in Spagna. Leggi il resto...
Chi di spada ferisce….Ebbene si signori. Ormai Moody’s, così come le altre agenzie di rating, non sta più simpatica a nessuno e finalmente c’è qualcuno che ha fatto qualcosa e non si è limitato a subire.
Sto parlando dei due maggiori istituti bancari danesi che hanno scarcato l’agenzia di rating. Secondo gli istituti, a cui presto se ne aggiungerà un terzo, e dei loro investitori più importanti, sembra che le agenzie di rating, compresa Moody’s, non abbiano più alcun valore. La lunga lista nera è iniziata il 13 Aprile scorso con il maggiore gruppo del Paese per l’accensione dei mutui, Nykredit A/S, che ha deciso di tagliare i ponti con l’agenzia per ”opinioni divergenti”. Leggi il resto...
Tutto quello che è Italia o italiano ha subito, in qualche modo, un taglio netto da parte dell’agenzia di rating Moody’s.
L’agenzia non si è limitata a declassare solo Regioni ed enti pubblici ma anche banche ed aziende colpendo decine di realtà economiche. Valutazioni negative a raffica a cominciare dagli enti locali e dalle Regioni come Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto, la provincia e il comune di Milano, di Firenze e la provincia di Torino e la città di Venezia che si sono visti tagliare i rating di un posto.
Stessa cosa per le banche, 24 quelle italiane, e per le Assicurazioni con rating abbassato per Unipol, Generali, Mapfre, Caser e Allianz Spa. Tagli ai rating anche per le più grandi aziende italiane a cominciare dall’Eni e dalle Poste che da A2 ad A3, mantenendo negative le prospettive, mentre scende da stabile a negativo l’outlook di Finmeccanica. Leggi il resto...