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Fonsai, rialzo in borsa dietro voci di forti acquisti

Torniamo a parlare di Fonsai perchè, nonostante non ci sia ancora l’ufficialità, sembra proprio che una cordata di soggetti italiani sia pronta a scalare la società accapparrandosene almeno il 20%.

Proprio le voci di questa possibilità cordata sta spingendo il titolo che in borsa rimbalza dell’11%. Secondo MF di ufficiale, per ora, c’e’ solo che il 3 febbraio scorso la merchant bank vicentina Palladio Finanziaria ha fatto acquisti superando la soglia del 2% e portandosi al 2,25%. Insieme a Palladio ci potrebbe essere anche Sator interessato alla scalata tant’è che sembra proprio che ci sarebbe stato già un incontro tra l’ad della Palladio, Roberto Meneguzzo, e il presidente di Banca Profilo, Matteo Arpe, che detiene, attraverso la sua finanziaria, circa l’1,9%.

Banco Popolare: 4 miliardi per maxy buyback

Tra i bancari positivi questa mattina c’è senza duppio il Banco Popolare che nelle ultime ore ha comunicato di voler ricorrere ad un maxi buyback di titoli ibridi.
 
Dopo Unicredit anche l’Istituto ha optato per l’operazione per la quale è previsto un esborso di quasi 4 miliardi di euro per riacquistare 12 bond Tier 1 e Tier 2. In particolare si tratta di bond perpetui e/o di altro tipo di subordinati che sono stati emessi per gli investitori istituzionali ma che ora quotano molto sotto il nominale.
 
L’operazione dovrebbe portare nelle casse della banca fino a 500 milioni di guadagno netto anche se ci si aspetta che non tutti i titoli saranno consegnati visto il buon rendimento sostenuto. Anche la Banca d’Italia giorni fà ha permesso l’operazione eliminando il “vincolo di dover emettre titoli uguali o di qualità superiore, prima di richiamare un’obbligazione del genere dal mercato”.

Fonsai-Unipol, Ligresti finisce nei guai per Insider Trading

Si continua a puntare i riflettori su Unicredit e la sua galassia ma questa volta non per l’aumento di capitale o per il rialzo del titolo, ma solo perchè la Procura ha aperto un’inchiesta su Ligresti con l’accusa di insider trading.

Il pm Luigi Orsi punta il dito contro i rialzi del titolo della holding di famiglia e, in particolare, sull’andamento del titolo Premafin tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 nella nostra Borsa di Milano in concomitanza con l’annuncio dell’interesse di Unipol per il gruppo Ligresti. Secondo la prima ipotesi il balzo dei titoli era solo una ”soluzione di sistema per favorire più i giochi di potere che l’interesse di mercato”. Con lo stato di crisi di Fonsai e quindi l’esenzione del lancio dell’Opa obbligatoria, i Ligresti e Unicredit, hanno potuto beneficiare della situazione e quindi di non passare dal mercato.

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