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Analisi Tecnica con le Bande di Bollinger

Cosa sono le Bande di Bollinger?

Le bande di Bollinger rappresentano tuttora uno tra i più validi indicatori tecnici. Esso si basa sul fatto che i prezzi di norma stazionano entro i limiti massimi e minimi dei margini superiori o inferiori. Lo spessore della variabile di Bollinger è determinato dalla volatilità dei prezzi.

Oltre a quantificare la volatilità di un titolo questo particolare strumento analitico risulta essere un’arma preziosa in grado di fornirci elementi operativi di Buy o Sell in corrispondenza di particolari Path che si andranno a creare fra il titolo e le sue bande.

Le Bande di Bollinger sono composte da curve ottenute mediante la serie storica dei prezzi appartenente al determinato titolo azionario:

La teoria di Dow (parte II)

Il movimento dei prezzi di un asset finanziario è scomponibile solitamente  in tre fasi. La più importante è il trend primario o maggiore. Esso ha un’estensione temporale solitamente superiore all’anno (mediamente quattro anni) e presenta un apprezzamento o deprezzamento complessivo di più del 20%: nel primo caso è denominato bull market, nel secondo bear market.

Un mercato primario toro è un ampio movimento verso l’alto calcolato su medie di almeno due anni in cui ogni avanzamento del prezzo raggiunge un livello più alto del rialzo precedente e in cui ogni reazione secondaria verso il basso si ferma a un livello superiore a quello della precedente flessione.

Il movimento maggiore può essere a sua volta suddiviso in tre fasi.

La Teoria di Dow (parte I)

La teoria di Dow rappresenta la prima teoria di inferenza dei prezzi e costituisce le fondamenta di tutta l’analisi tecnica. Essa è la più conosciuta teoria sull’andamento dei mercati mobiliari.

I principi fondamentali su cui essa si basa furono esposti da Charles H. Dow in una serie di articoli pubblicati sul Wall Street Journal tra il 1900 e il 1902. Dopo la sua morte, William P. Hamilton e Robert Rhea ne ripresero e riorganizzarono i concetti strutturandoli nella forma oggi conosciuta. Dow notò che i prezzi dei titoli delle più importanti società tendevano a muoversi in armonia e che le poche azioni che si muovevano in controtendenza rispetto ad essi ritornavano a seguire l’andamento generale nell’arco di qualche giorno o al massimo di qualche settimana. Nonostante alcuni titoli avessero un’accelerazione maggiore di altri, la direzione era comunque sostanzialmente la stessa. Per esprimere in concreto il livello del mercato azionario egli scelse di calcolare il prezzo medio di un limitato e selezionato numero di titoli.

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